Harry Styles vuole farci ballare, e pensare

«Non ricordavo l’ultima volta che mi ero seduto a bere un caffè», racconta un Harry Styles che, ripensando ai tempi di Harry’s House, oggi sembra quasi imbarazzato. Dopo 22 mesi di tournée terminata nel 2023, è volato in studio e ha finalizzato Are You Listening Yet?, uno dei brani di Kiss All The Time. Disco, Occasionally (il quarto album in studio, uscito oggi), ma si è accorto subito che quello che non (si) ascoltava era proprio lui. 

A 29 anni non sapeva chi fosse davvero, oltre al rubacuori delle copertine, al re del pop che colleziona premi, al presunto erede di questa o quell’altra star a seconda del critico. Oltre alla musica doveva, deve esserci altro: e così ne è seguita una pausa di quasi 4 anni, una rivoluzione iniziata nella vita personale e, oggi, un album che parla di Harry – quello al di là dello specchio, delle tutine colorate, del nostro sguardo innamorato – e di noi. 

«Non ricordavo l’ultima volta che mi ero seduto a bere un caffè».
Harry Styles
The Times

Kiss All The Time. Disco, Occasionally è un progetto sperimentale diverso dai precedenti e probabilmente non avrà un seguito, ma nonostante il nome non ha nulla di alternativo. Disco, in questo caso, è da intendersi come un verbo e il titolo come un compendio della vita di Harry negli ultimi anni: la ricerca dell’amore nei posti giusti e in quelli sbagliati, la voglia di ballare, il tentativo di perdersi senza riuscirci veramente. 

Realizzato tra Londra, Parigi, Berlino e Roma, con un’alternanza di synth, bassi intensi e persino un’orchestra, riflette tutte le influenze delle capitali europee. Ma, come Harry, non si ferma da nessuna parte. Non trova mai davvero una casa. C’è la Londra del “business as usual”, che per la prima volta fa sentire il suo peso, raccontato nel dissidio interiore costante che lo porta talvolta a voler scappare dai sentimenti (e dai problemi complessi), talvolta a volersi fermare e interrogarsi. Una lotta tra emozioni opposte che si riflette in alcuni dei brani più complessi all’ascolto eppure più soddisfacenti a livello di scrittura, come Season 2 Weight Loss (il cui titolo si rifà «ai protagonisti di una serie Netflix che alla seconda stagione hanno improvvisamente un nutrizionista e un personal trainer»). 

E se a Londra fermarsi è impossibile, fortunatamente Harry ha potuto prendere da Parigi l’amore scapestrato (Taste back) e romantico (Coming Up Roses), da Berlino la privacy e la closure necessarie per liberarsi del peso delle aspettative (Aperture, Pop, Dance No More), da Roma la lentezza (Carla’s Song). 

Così Kiss All The Time. Disco, Occasionally, più che essere il suo primo album dance, è il primo album di Harry Styles da adulto. Il primo in cui le relazioni sono divertenti e sexy (Pop, American Girls, Taste Back), ma vedere tutti gli amici sposati e desiderare una famiglia comincia a far riflettere (The Waiting game, Paint By Numbers). 

È anche la prima volta in cui Harry descrive i suoi hobby, verosimilmente perché finora non li conosceva nemmeno lui: dalla corsa – inizialmente intrapresa come pretesto per non impazzire una volta venuta meno la disciplina necessaria per portare avanti i tour – alla cucina, passando per la lettura, l’arte (anche per questo ha chiesto a niente meno che Martin Parr di documentare i suoi “giorni italiani”), i concerti. Persino i croissants, che da “strappo” a una vita di diete per mostrarsi sempre al top diventano una coccola quotidiana. 

«Quando ho visto i Radiohead mi sono detto: “è per questo che salgo sul palco”», racconta in un café parigino durante la tradizionale intervista con Zane Lowe per Apple Music. Se Kiss All The Time. Disco, Occasionally documenta realmente qualcosa – con i suoi testi criptici – è quindi proprio la sua decisione di tutelarsi (come persona, come artista) per tornare a fare ciò che ama con sincerità. «Mi sono chiesto se amassi davvero quello che faccio o se lo facessi solo perché ormai è il mio lavoro: mentire mi avrebbe fatto sentire in colpa verso me stesso e il mio pubblico». 

Dall’«It’s best you know what you don’t» di Aperture all’«It’s all waiting there for you» di Carla’s song, Kiss All The Time. Disco, Occasionally è come una lunga pagina di diario. È il racconto del “ritorno di Saturno di Harry”, l’arrivo dei 30, il desiderio di evolvere andando in direzioni inaspettate. Ma è anche un inno a guardare la vita da un punto di vista diverso, regolando le lenti ove necessario per poter fare il pieno di luce. 

Canzoni come Aperture, Season 2 Weight Loss e Dance no more sono come lettere aperte: il suo modo per dire “Questo è quello che ho imparato io, ora provateci anche voi”. E forse il suo tentativo di restituire un po’ di quelle lezioni che il mondo gli ha insegnato in questi anni in cui per la prima volta si è fermato a respirarlo a pieni polmoni. C’è chi parla della fine di un’era, ma Kiss All The Time. Disco, Occasionally suona semmai come una di quelle digressioni che – si capisce solo alla fine – sono funzionali alla trama. Forse è proprio questo il significato del vero mistero legato alla “KISSCO era”, il pomodoro che Harry rende protagonista di tutte le grafiche senza nominarlo mai nell’album. Di tutti i frutti che lo hanno reso famoso (Kiwi, cocomere, pesche, ciliegie…), il pomodoro è il frutto outsider per eccellenza. Inaspettato, eppure comunissimo: il suo modo per chiederci di seguirlo dove altrimenti non andremmo. Assicurandoci che, nonostante tutto, è sempre Harry.