Ieri, in occasione della Milano Fashion Week, è stata presentata la prima collezione di Giorgio Armani firmata dalla sorella del fondatore Silvana Armani e come c’era da aspettarselo è stato un momento caratterizzato da una forte intensità emotiva.
Lo sguardo rivolto verso il futuro della nuova direzione creativa ha dimostrato forse in modo più evidente che mai il valore del vocabolario estetico costruito dallo stilista scomparso lo scorso settembre nel corso della sua carriera. Un archivio che continua a vivere e non soltanto a custodire, dove codici e lezioni di stile gettano la base per costruire qualcosa di nuovo e allo stesso tempo fedele allo spirito originale: in sostanza è questa l’idea che traspare dalla sfilata dedicata alla stagione autunno/inverno 2026 della maison.
Al di là dei look in sé e da quell’inconfondibile armaniana bellezza che ha permeato ogni singola creazione, lo show è stato un omaggio a tutto tondo nei confronti di Re Giorgio. A sorpresa, infatti, durante il finale le modelle hanno solcato la passerella sulle note di “A costo di morire”, brano inedito di Mina dedicato proprio al designer piacentino.
La canzone, scelta per l’appunto come tributo alla figura di Giorgio Armani, è stata registrata appositamente dalla leggendaria artista di Cremona per segnare un passaggio di testimone carico di rispetto e visione. Nello specifico, si tratta di una cover dell’omonimo brano pubblicato da Fausto Leali nel 1967, adattato con un tono elegante e poetico che si sposa perfettamente con l’identità del brand.
Il modo perfetto, dunque, per ricordare e guardare al domani nel segno della continuità e dell’amore per il Made in Italy che ha plasmato l’identità del marchio.