Le texture surreali di Bottega Veneta

La collezione FW26 di Bottega Veneta va vista da vicino e toccata con mano. Le texture degli abiti e degli accessori sono difficili da descrivere a parole e spesso giocano con effetti ottici sorprendenti.

Nella collezione disegnata dalla nuova direttrice creativa Louise Trotter, quelle che sembrano pellicce nascondono strati e strati di tessuti laminati e frastagliati, più simili a spazzole o alberi di Natale che a costose pellicce animali. Tra le illusioni visive ci sono anche top di paillettes cucite così fitte da sembrare altro, e abiti ricoperti di frange ispide e molleggianti che ricordano il movimento delle piume.

Anche le scarpe catturano l’attenzione: a volte pelosissime, altre volte ricoperte di borchie appuntite. L’unico vero elemento ricorrente è l’iconico intrecciato di Bottega Veneta. La tecnica dell’intrecciato è stata elevata a livelli forse mai visti prima, tra gonne e cappotti composti da sottilissime e fitte trame di pelle intrecciata, così come jeans, colletti, cinture e dettagli più nascosti, oltre alle classiche borse di pelle morbidissima.

La collezione rende omaggio a Milano, dai cappelli che richiamano le chiome arruffate dal vento, ai colletti sollevati e alle classiche pellicce delle sciure che popolano la città, fino al concetto stesso di eleganza, solo apparentemente distratta. In tutto questo, le lavorazioni dei capi ricordano il pregio di una collezione di alta moda più che di ready-to-wear, in pieno stile Bottega Veneta.