Per la sfilata dedicata all’autunno/inverno 2026, BOSS rende omaggio al proprio patrimonio artigianale che ha definito il linguaggio del tailoring con un dialogo tra taglio e precisione capace di plasmare il carattere e affermare la presenza di chi lo indossa.
Il piacere di vestirsi, elevato a vera e propria arte nella ricerca dell’eccellenza, diventa infatti il fondamento di una collezione che non guarda al passato con nostalgia, ma ridefinisce l’heritage con intenzione per ogni individuo che fa dell’abito sartoriale la propria firma.
“L’ispirazione per il mio team e per me è venuta da pionieri creativi – artisti, attori, scrittori e musicisti – che, nei momenti decisivi delle loro carriere, scelgono il tailoring. Questa collezione celebra e ricostruisce questi simboli di successo sartoriale attraverso uno sguardo contemporaneo. Uno dei nostri obiettivi principali era collocare il tailoring in un contesto più orientato allo stile di vita, allontanandolo dall’abbigliamento tradizionalmente da ufficio e adattandolo a situazioni ibride.”
Marco Falcioni, Direttore Creativo di HUGO BOSS









Le giacche sartoriali d’archivio della fine degli anni Ottanta, caratterizzate da spalle scolpite, vengono quindi aggiornate con rever più alti e un punto vita più asciutto, mentre i doppiopetto si abbinano a pantaloni con una pince. Gli ornamenti d’archivio in seta stampata e jacquard utilizzati per cravatte, pochette, foulard e fasce vengono poi reinterpretati in nuove e raffinate fantasie floreali per essere indossati con cappotti sartoriali dal giorno alla sera.
Per il womenswear e il menswear, al centro della stagione emerge dunque un’unica idea: la sicurezza nasce dalla costruzione.