A quanto pare questo è l’anno in cui ci rompiamo definitivamente del digitale e torniamo all’analogico.
Forse non del tutto, anzi quasi sicuramente sarà un ritorno solo parziale e simbolico però sintomo della necessità di moltissimi di avere a che fare con il mondo vero e tangibile. Il piano è quello di tornare a comprare i dischi invece che gli abbonamenti per ascoltarli, comprare i dvd dei film invece che guardarli in streaming, leggere i libri veri e via dicendo.
«Il tempo passato sui social media ha raggiunto il suo massimo nel 2022 ed è in costante declino da allora».
Financial Times
L’entusiasmo (sopratutto della Gen Z) per tutto quello che è tangibile si unisce alla volontà di tornare a possedere in modo più fisico la cultura di cui ci si circonda — un pensiero rassicurante se si pensa che affidarsi al digitale non garantisca un “per sempre” certo. Per molti però è solo questione di nostalgia: ci sono sempre più persone che non hanno mai fatto esperienza del mondo non digitalizzato e provare la sensazione dell’analogico è quindi unica.

Questi movimenti si uniscono al discorso sul declino inesorabile dei social già avanzato dal Financial Times. Il picco di utilizzo del 2022 è lontanissimo e i social oggi sono un posto diverso: la presenza costante dell’AI sta abbassando la qualità dell’esperienza social. Nel frattempo dopo il covid l’interesse per le esperienze in real life è aumentata gradualmente e oggi hanno più valore che mai.
Non sarà quindi la conversione totale verso cui alcuni profili spingono (vedi @avaldinee) ma le voci che vorrebbero andare in questa direzione sembrano orami molte — considerato anche il ritorno di iPod, macchine fotografiche analogiche e vinili è un processo già ben avviato. Tornerete anche voi all’analogico?