Il Premio Malaparte è nato nel 1983 da un’idea di Alberto Moravia e Graziella Lonardi Buontempo. Da quel giorno ad oggi è sempre stato un osservatorio privilegiato sulle voci più significative della letteratura contemporanea, premiandone gli esponenti in un appuntamento annuale sull’isola di Capri.
Dal 3 al 5 ottobre il Premio Malaparte ha riunito scrittori, intellettuali e appassionati per riflettere e celebrare il ruolo culturale di Capri. Giunto alla sua edizione 2025, con il sostegno di Ferrarelle Società Benefit, sponsor unico dell’evento per il quattordicesimo anno consecutivo, il premio ha scelto lo sfondo della storica Certosa di San Giacomo per la cerimonia di premiazione, celebrando per la prima volta un autore spagnolo: Fernando Aramburu, acclamato per il suo romanzo “Patria“. “Il Premio Malaparte, che gode anche del patrocinio morale del FAI, rappresenta l’essenza culturale di Capri, luogo di incontro tra tradizioni, lingue e sensibilità diverse”, ha spiegato Michele Pontecorvo Ricciardi, Presidente di Fondazione Ferrarelle ETS e Presidente Regionale FAI Campania.
«Credo che la base morale su cui desidero che poggi la mia vocazione letteraria venga proprio da lì: dalla decisione inalienabile di fare della scrittura uno spazio per l’espressione della verità che mi abita […] Una verità piccola, fragile e umile, passibile di essere un piccolo, fragile e umile errore, ma che è lì, racchiusa nell’angusto spazio di una biografia individuale».
Fernando Aramburu
L’edizione 2025 è stata guidata dalla curatrice Gabriella Buontempo, insieme alla giuria di Leonardo Colombati, Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Merlino, Silvio Perrella, Emanuele Trevi e Marina Valensise. Giuria che ha assegnato il premio a Fernando Aramburu dopo il successo internazionale di “Patria”, romanzo pubblicato nel 2016 che affronta con straordinaria sensibilità le ferite lasciate dal terrorismo dell’ETA nei Paesi Baschi. Tradotto in oltre trenta lingue e già vincitore del Premio Nacional de Narrativa e del Premio Strega Europeo, il libro ha avuto anche una trasposizione televisiva nel 2020 prodotta da HBO.
«Promuovere la cultura significa proteggere l’identità dell’Isola, oggi messa a rischio da un turismo sempre più invasivo. È una responsabilità che vivo con orgoglio, perché valorizzare letteratura, paesaggio e comunità vuol dire custodire ciò che rende Capri un patrimonio unico a livello internazionale».
Michele Pontecorvo Ricciardi
In tutto questo la Certosa di San Giacomo, luogo decisamente simbolico dell’Isola, ha aggiunto alla cerimonia un fascino senza tempo rimarcando il legame già evidenziato da Pontecorvo Ricciardi tra l’isola, il suo patrimonio storico e culturale e quello letterario premiato invece dal Malaparte. Il respiro internazionale del premio, il setting unico di Capri, la storicità dell’appuntamento culturale e la riunione di intellettuali, scrittori e appassionati fanno sì che il Premio Malaparte continui a scrivere la storia al fianco di Ferrarelle Società Benefit, riaffermando Capri come faro di bellezza, cultura e pensiero.


