Sabato sera a Corviale, quartiere sud-ovest di Roma, si è tenuta la quarta edizione di Red Bull 64 Bars Live. Un evento atteso, costruito intorno a un format ormai riconoscibile: 64 barre, un unico take, e un palco che ha portato nuovamente dal vivo, per la prima volta in una location diversa da Scampia, quello che negli anni è diventato un punto di riferimento per la scena rap italiana.
Per l’occasione il campo da rugby di Corviale è stato completamente riconfigurato per accogliere oltre 10.000 persone. L’impatto visivo è stato quello di un grande palco urbano, con scenografie che richiamavano la verticalità del quartiere.
Oltre tre ore di show, volto a celebrare il rap in tutte le sue forme, suddiviso in tre atti – ognuno con scenografia personalizzata: Per il rap, per la gente, per Corviale.
Il primo a salire sul palco è stato Fibra, calato letteralmente dal cielo: due Red Bull 64 Bars, alcuni classici intramontabili dalla sua discografia e un carisma che ha ricordato a tutti perché, a 49 anni, è ancora un punto di riferimento per la scena. Gli hanno fatto seguito Ele A, che ha presentato sul palco anche un inedito – Quintale – e Lacrim, parentesi internazionale in grado di ricucire nella sua esibizione molte anime del format.
Il secondo atto ha visto invece Tony Boy salire sul palco con una capra artificiale al guinzaglio – l’autoironia del “GOAT” –, prima di scendere tra la gente a rappare, mentre Lazza è stato accolto da cori e bandiere, con una partecipazione che ricordava quella di un vero stadio.
Il terzo atto, Per Corviale, ha messo al centro la scena romana, omaggiando la dimensione del quartiere ed è stato forse quello più sentito. Side Baby al citofono come in una scena de L’Odio, Uzi Lvke che emerge da una vasca – simbolo della rinascita del quartiere, Corviale appunto, dove è nato -, Ketama126 e Franco126 che dialogano con quel pubblico che li ha visti crescere sulle note dell’iconica Stay Away, Danno, arrivato “in metro” fino alla fermata simbolica di Corviale, accompagnato da breaker e writer e infine Noyz, introdotto da visual psichedelici ispirati a Enter the Void e dal suono del mitico Nokia 3310.
Poi il gran finale, l’atto che forse ha stupito tutti, con collaborazioni inedite, incastri di generazioni e stili: Ketama e Franco126 su Cos’è l’amore, Fibra ed Ele A con Luna Piena arricchita da una strofa inedita della giovane artista, Lazza e Tony Boy con Step, Noyz con Gran Torino, il boato per Karasho insieme a Danno, e la chiusura perfetta con Noyz, Franco e Side su Buonanotte.
La sensazione finito il live è che quanto successo sabato sera a Corviale non sia stato solo un concerto, ma la fotografia di un momento preciso della scena rap italiana: un punto d’incontro tra generazioni, linguaggi e quartieri diversi. Valori che il rap di oggi non può assolutamente fare a meno.
Red Bull 64 Bars Live ha portato, nuovamente, il rap fuori dagli studi e dentro la città, rafforzando quella consapevolezza che il rap, più di ogni altro genere, riesce ancora raccontare un luogo e le persone che lo abitano, come successo a Corviale.
Per chi non c’era, l’intero show è disponibile on demand su Red Bull Droppa, il canale YouTube di Red Bull dedicato alla nuova musica.















