Il testamento di Giorgio Armani dice di vendere il brand a un gruppo

Stamane sono stati resi pubblici i testamenti di Giorgio Armani e (a sorpresa) tra le volontà scritte di suo pugno tra marzo e aprile c’è quella di procedere con la vendita parziale del gruppo di cui deteneva il 99.9% del capitale.

Secondo le indicazioni, non prima di un anno a partire da oggi ma entro un tempo massimo di 18 mesi, una prima quota del 15% va infatti ceduta a LVMH, EssilorLuxottica o L’Oreal, anche se non si esclude la valutazione di altre holding della stessa importanza. Dopodiché, tra il terzo e il quinto anno, si indica di vendere allo stesso compratore del primo pacchetto una seconda quota tra il 30% e il 54,9%, arrivando quindi a una percentuale in mani di terzi piuttosto alta per un brand che ha fatto dell’indipendenza il suo vanto.

Come specificato, però, la casa di moda al momento sarà comunque di proprietà della Fondazione Armani, la cui gestione per diritti di voto e i benefici vanno in diverse percentuali al compagno dello stilista Pantaleo Dell’Orco e ai nipoti.

Inoltre, si parla anche della possibilità di quotazione in borsa della società (con priorità all’Italia), ma in questo caso resterebbe una minoranza di blocco del 30,1% alla fondazione, nel cui CDA il nipote Andrea Camerana prenderebbe il posto di Re Giorgio.