«È chiaro che di fronte al tempo infinito ogni tempo diventa assurdo, ogni rischio senza motivo, ogni grandezza si rimpicciolisce. Lo spirito della gravità, qui inteso come coscienza dell’infinità del tempo, impedisce il vero protendersi dell’esistenza nell’apertura cosmica del mondo».

Maglione Wundercamera, Scarpe Marsèll, Giacca Acne Studios, Ciclisti JORDANLUCA

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Resta da capire ad oggi se la geometria in cui abbiamo incastrato magistralmente le nostre vite abbia a che vedere più con un’ideale di protezione e sicurezza verso il proprio io, quindi autoindotto, oppure con quello che al di fuori di noi si muove, decide, si impone alla nostra volontà.
Che poi non saprei mai dire se certe domande è bene farsele o no, qualcuno direbbe che interrogare sé stessi, è un motore fortissimo. Ma che succede quando poi non sapete rispondervi? E con quante parti di voi siete disposti a litigare? Se dicono spesso che – se nasci tondo non puoi morire quadrato – allora perché indagare? Cosa siete quando il tempo non vi guarda?

Gonna Vivienne Westwood, Abito Des Phemmes, Maglia Maydibi, Scarpe Michel Piza, Collana Maydibi, Calze archivio Tess Matozza

Abito DAVII, Scarpe Ami Paris, Blusa frange Retori, Collana Maydibi

Pantaloni Sandro Paris, Cappa Issey Miyake, Scarpe Marsèll
O meglio, quando il tempo è amico e ti si siede accanto senza alcuna pretesa. Cosa vi accade quando pensando ad una parola, intensamente, questa ne perde il senso e il nome che ha non vi porta a nulla.

Pantalone Woolrich, Maglione Wundercamera, Scarpe Marsèll, Abito Retori, Cardigan Wundercamera, Scarpe Michel Piza

Il quadrato che formano le strade sotto casa mia, più e più volte, per ascoltare ancora una canzone prima di rientrare. Il cerchio del bicchiere di vino che nonno ripercorreva con le dita durante i pranzi domenicali, e il cerchio alla testa di nonna che proprio il vino non lo regge. Il triangolo complesso delle conversazioni ridondanti tra me, mia madre e mia sorella. Il rettangolo angusto dei balconi delle mie città su cui ho acceso sigarette ad intervalli tanto brevi quanto regolari. L’oblò ovale che dà sul campo di ulivi in campagna, incantesimo costante dei pomeriggi d’estate. E poi ancora e ancora, il movimento circolare dell’arricciare i capelli tra le mani senza stancarmene, fissare un colore a fondo da farmi male agli occhi e finire per non distinguerlo più, ripercorre con gli occhi il confine delle cose che ho attorno come se le guardassi per la prima volta.
Disegno spesso al mattino, con gli occhi al soffitto, il contorno preciso delle pareti, le strane modanature della cornice tutt’attorno e perdo spesso, nel mentre, la cognizione di quello a cui sto pensando. Talvolta quel perimetro riesce ad essere quanto di più rassicurante conosca, altre volte invece diventa motivo di immobilità, di stasi. La noia resta per alcuni un terreno inesplorato, per altri la condizione perfetta in cui respirare, la dimensione in cui la solitudine non è un peso.

Abito Gabriele Colangelo, Cappa Burberry, Scarpe H&M, Manicotti Giuglia, Orecchini Maydibi

Total look The Attico, Orecchini Maydibi

Top ADELBEL, Gonna Mary Gringeri, Scarpe Michel Piza
Avere a che fare con sé è un gioco strano, avere a che fare con me stessa quando ci sono solo io è una faccenda complicata. Benvenga la noia delle mie ore inconcludenti. La voglia di correre ma anche di star fermi. La ripetizione che genera il mio ritmo. La forma che diamo alle cose, nostro malgrado, che gli dà struttura. La vitalità provvidenziale del ricominciarsi. L’infinita possibilità di ritornare sui nostri passi quando non sappiamo in nessun modo dove stiamo andando.
E alla fine di tutto, alla fine delle parole, della paura, della geometria, del vuoto, del tempo, dell’oggi e del chissà domani, sapere dove stiamo andando è davvero poi così importante? Faccio un giro su di me prima di rispondere e torno, ancora.
«Una clessidra, deve sempre di nuovo rovesciarsi, per poter sempre di nuovo scorrere, per poter sempre di nuovo scorrere e finire di scorrere».