
Questa mattina Vice Media Group ha presentato istanza di fallimento. La notizia era nell’aria già da tempo ed era infatti già da fine marzo che sui profili social si vedeva poca attività. Gli ultimi contenuti su @viceitaly e @id_italy risalgono rispettivamente a fine marzo e inizio maggio, mentre su @noiseyit sono arrivati ad oggi sempre più sporadici.
Secondo quanto dichiarato, le attività di Vice non verranno interrotte, in quanto l’azienda resta ancora in attesa di un acquirente. Attualmente l’offerta migliore arriva da due dei gruppi finanziatori: Fortress Investment Group e Soros Fund Management hanno proposto 225 milioni di dollari. Un valore incredibilmente basso se pensiamo che – come riportato da Il Post – nel suo picco, nel 2017, Vice Media Group era stato valutato $5.7 miliardi.
Da quando a metà anni ’90 Shane Smith, Gavin McInnes e Suroosh Alvi fondarono “Voice of Montreal”, sono cambiate molte cose. Il cambio di nome in Vice, il trasferimento a New York, l’arrivo di Spike Jonze come direttore creativo, l’esplosione nel mondo digitale, la copertura giornalistica in zone di guerra e le rivalità col New York Times sono solo alcune delle ragioni che hanno reso Vice un simbolo del giornalismo a livello internazionale, i cui format hanno creato un nuovo anno zero dei media, in special modo online.