Che si tratti di una rigenerante sessione di shopping o del classico ed irrinunciabile aperitivo con gli amici, a tutti piace mettere il naso fuori di casa senza che la meta da raggiungere sia necessariamente il banco di scuola, l’università o il lavoro. Se poi ci si trova tra le vie di una città il divertimento è assicurato, poiché la proliferazione di luoghi e attività per passare il proprio tempo libero permette a ognuno di trovare ciò che più si addice ai propri gusti ed interessi. Non mancano, però, musei e gallerie, spazi che da sempre popolano le nostre città rendendole significative anche dal punto di vista culturale. Dunque, se siete alla ricerca di un posto dove il tempo libero incontra la conoscenza e amate l’architettura, il design o l’arte, vi suggeriamo tre mostre che non potete perdervi a Milano, Venezia e Prato durante il mese di maggio.
Italy: A New Collective Landscape
No, non si tratta della famosissima mostra “Italy: The New Domestic Landscape” che, con i progetti di maestri come Gaetano Pesce, Mario Bellini ed Ettore Sottsass, solo per citarne alcuni, aveva portato le innovate menti italiane dell’architettura e del design a presentare le proprie visioni sull’abitare al MoMA di New York nel 1972. Questa volta ci troviamo a Milano e la mostra “Italy: A New Collective Landscape”, oltre ad ispirarsi nel nome alla sua antenata newyorkese, prende in prestito l’idea di accendere i riflettori sulle nuove generazioni di progettisti. All’ADI Design Museum (Piazza Compasso d’Oro 1), infatti, dal 4 aprile fino al prossimo 10 settembre sono in mostra i progetti di numerosi designer under35 che, attraverso la loro pratica, hanno dimostrato di essere attenti e sensibili alle più recenti tematiche di cui si compone la sfaccettata contemporaneità nella quale viviamo. La curatrice della mostra Angela Rui, con Elisabetta Donati de Conti e Matilde Losi, ha selezionato i lavori che meglio descrivono parte di un nuovo panorama del design e che sono stati disposti all’interno dell’allestimento curato dallo studio milanese Parasite 2.0 secondo diversi nuclei tematici, a partire dalla dimensione domestica, fino ad arrivare al design rigenerativo e a quello relazionale.
Biennale di Architettura 2023

“The Laboratory of the Future” è il titolo assegnato dalla curatrice Lesley Lokko alla 18esima edizione della Biennale di Architettura di Venezia. L’inaugurazione è fissata per il 20 maggio, data in cui gli spazi dei Giardini, dell’Arsenale e del Forte Marghera apriranno le porte ai visitatori provenienti da tutto il mondo. Parola d’ordine di questa edizione è “cambiamento” che, secondo la curatrice, rappresenta l’imperativo per concepire e realizzare una mostra di questa portata. Il focus principale riguarderà l’Africa e la sua diaspora e i temi che faranno da cardine alle installazioni presenti toccano la decolonizzazione e la decarbonizzazione. Si contano in totale 89 partecipazioni, di cui più della metà africane, e il Padiglione Italia si prospetta una delle mete imperdibili. Curato dal collettivo Fosbury Architecture, il progetto è intitolato “Spaziale. Ognuno appartiene a tutti gli altri” e si concretizzerà sotto forma della sintesi di un processo progettuale più ampio, composto da nove interventi site specific realizzati su tutto il territorio italiano. La Biennale di Architettura sarà visitabile fino al 26 novembre 2023.
Eccentrica. Le collezioni del Centro Pecci
Spesso fuori dai radar delle più note istituzioni museali italiane è il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (Viale della Repubblica 277) che inaugura il proprio programma espositivo del 2023 con la mostra “Eccentrica. Le collezioni del Centro Pecci”. Dal 6 maggio, un’ala dell’iconico edificio realizzato nel 2016 da Maurice Nio ospiterà una selezione di opere di arte contemporanea provenienti dalla collezione del museo che qui si stabiliranno permanentemente. La curatela è di Stefano Collicelli Cagol, direttore di Centro Pecci, e l’allestimento è stato progettato dallo studio Formafantasma che, per l’occasione, si è concentrato sull’utilizzo del tessuto come principale materiale costruttivo. L’ultima sezione della mostra è dedicata all’Architettura radicale, particolarmente legata al territorio toscano, ma non mancano opere di figure del calibro di Lucio Fontana e Anish Kapoor, artista che espose al Centro Pecci già nel 1988. Per chi non avesse mai visitato il museo pratese, dunque, è arrivata l’occasione giusta per farlo.