Tom Ford si dedicherà al cinema?

Nella giornata di mercoledì Tom Ford ha presentato la sua ultima collezione, quella che sancisce l’abbandono del ruolo di direttore creativo della sua linea eponima e il conseguente ritiro dal mondo della moda. La notizia è sì scioccante, ma non ci coglie del tutto di sorpresa, visto che, nel momento in cui il marchio è stato acquisito da Estée Lauder, una fonte vicina allo stilista aveva dichiarato che quest’ultimo era intenzionato a salutare il fashion system nei primi mesi del 2023 poiché non più interessato a questo settore.

Ora la domanda sorge spontanea: che cosa farà adesso Tom Ford?

Con ogni probabilità sentiremo ancora parlare di lui, ma in altre vesti. Il designer texano ha infatti un interessante rapporto con il cinema che potrebbe suggerire quali saranno i suoi piani per il futuro.

È già dalla giovinezza che Thomas Carlyle Ford si appassiona ai film hollywoodiani, a tal punto da trasferirsi a Los Angeles nei primi anni Ottanta per inseguire il sogno di diventare una star del grande schermo. Tuttavia, dopo aver fatto l’attore per alcuni spot pubblicitari si rende conto di non sentirsi a suo agio di fronte alla telecamera. Quindi approfondisce altre passioni come l’arte, l’architettura, il design e solo in seguito la moda.

Il suo riavvicinamento alla settima arte risale invece al 2001 quando compare in un cameo in “Zoolander“, per poi proseguire in modo più serio nel 2005 con la fondazione della sua casa di produzione cinematografica Fade To Black. Tale scelta, afferma Ford stesso, era dovuta al fatto che, dopo aver chiuso il suo periodo alla guida di Gucci, sentiva di non aver più voce nella cultura contemporanea.

Deciso a buttarsi a capofitto nell’industria, acquista nel 2006 i diritti del romanzo “A Single Man” di Christopher Isherwood per girarne un adattamento cinematografico autofinanziato che presenterà alla 66ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con protagonisti Colin Firth e Julianne Moore. Nel 2016 torna poi alla stessa kermesse con il suo secondo lungometraggio, “Animali Notturni“, in cui Amy Adams interpreta una gallerista e Jake Gyllenhaal appare nelle vesti del suo ex-marito scrittore.

Parallelamente Tom Ford ha dimostrato di sapersi muovere con un certo agio anche in altri ruoli dell’industria cinematografica, come quello del costumista per tre dei capitoli della saga di 007 con Daniel Craig: “Quantum of Solace“, “Skyfall” e “Spectre“.

Analizzando entrambe le sue produzioni cinematografiche, ci si accorge di come Tom Ford abbia l’innato talento di sviluppare la narrazione attraverso immagini che risentono chiaramente dell’esperienza nell’ambito fashion appresa nei decenni, unendo estetica e contenuto in modo inaspettato. Sia come regista che come sceneggiatore, il creativo di Austin riesce infatti a tradurre spezzoni di vita estremamente intimi in scene sublimi in cui il protagonista si lascia scandagliare nella propria interiorità dallo spettatore. I sentimenti più dolorosi e profondi vengono a galla sfruttando dettagli scenografici spesso perturbanti e in generale di grande impatto. Lo si vede bene nel neo-noir “Animali Notturni”, il cui corso evidenzia la sfiancante opulenza e la mondanità del settore artistico in cui la protagonista smarrisce il suo autentico Io risuonando quasi profeticamente se pensiamo alla recente decisione dello stilista di cambiare vita. Non meno personale è la decisione di ambientare la parte più cruda della trama in Texas, terra in cui, essendoci vissuto, Tom Ford vuole descrivere il sentito contrasto tra l’aridità del paesaggio e la sensibilità nascosta dietro un volto virile.

Tutte queste sofisticate cifre stilistiche applicate al cinema che abbiamo appena elencato hanno colpito positivamente anche la critica, la quale non ha mancato di assegnare prestigiose candidature e premi al Tom Ford regista come il Leone d’Argento, il David di Donatello e le nomination ai BAFTA e Golden Globe.

Non serve dunque piangere sugli archivi del suo brand eponimo o sulle collezioni di Yves Saint Laurent e Gucci che portano la sua firma, poiché tutto fa pensare che Tom Ford imprimerà il suo nome nella settima arte proprio come ha fatto nel fashion system.