Futura ha vinto la causa contro The North Face

Il rapporto tra Futura e il mondo della moda è sempre stato piuttosto intenso, generando un numero importante di partnership che lo hanno affermato come uno dei nomi più influenti nel settore.

Ma non è oro tutto quel che luccica e lo vediamo proprio con il caso di oggi. Lo scorso gennaio l’artista ha infatti citato in giudizio The North Face in seguito alla diffusione della campagna della linea FutureLight, sviluppata dal brand statunitense con l’obiettivo di fornire capi sempre più tecnici e confortevoli. Come si poteva già notare dal nome, c’è una certa risonanza con quello di Futura, ma le coincidenze non si sono fermate qui. Nello slogan dell’advertising era presente anche un simbolo che ricorda moltissimo l’iconico artwork “Atom“, tratto distintivo delle opere del graffitista. Secondo Leonard Hilton McGurr (questo il suo nome all’anagrafe), oltre a infrangere i regolamenti di trademark riguardanti i suoi disegni, il marchio avrebbe tentato di costruire una sorta di pubblicità ingannevole, cercando forse di ricordare la partnership che si instaurò nei primi anni Duemila.

Da questa denuncia sono passati mesi e nel frattempo le procedure sono proseguite. A tenerci aggiornati sulla faccenda è stato direttamente Futura attraverso un post su Instagram che spiega in modo dettagliato l’inizio e l’evoluzione della causa, nonché il suo senso di giustizia e la mancata collaborazione da parte di TNF. Così, qualche giorno dopo è arrivata la risposta con un comunicato stampa diffuso online in cui oltre a spiegare il processo creativo che ha fatto nascere quel logo e l’annuncio del ritiro dal mercato, The North Face e la società VF Corporation dichiarano di nutrire un grande rispetto per l’individualità artistica, l’espressione e la proprietà intellettuale.

Dunque possiamo dichiarare vittoria?