080 Barcelona Fashion: 7 brand da tenere d’occhio

La Spagna continua sempre più a ritagliarsi uno spazio interessante nel calendario della moda internazionale, puntando su una scena creativa capace di muoversi lontano dalle formule più consolidate del settore. La 38ª edizione della 080 Barcelona Fashion, ospitata a Port Vell, conferma infatti questa direzione attraverso una selezione di designer che utilizzano la passerella per esplorare linguaggi personali, contaminazioni culturali e nuovi modi di intendere la costruzione del vestire. La sostenibilità e la circolarità sono parte di questo racconto, ma a colpire è soprattutto la varietà delle prospettive, che spazia dall’immaginario pop alla decostruzione sartoriale, passando per il recupero di materiali e la rilettura di figure iconiche.

Il nostro primo giorno è iniziato con 404 Studio, che con la collezione “Paprika” ispirata all’omonimo film d’animazione del 2006 diretto da Satoshi Kon ha esplorato il confine tra sogno e realtà attraverso il contrasto tra colori intensi e tonalità più desaturate. A seguire, Nathalie Chandler ha trasformato la passerella in un vero autolavaggio rétro, tra tute aderenti, jeans a vita alta e stampe vintage appartenenti all’immaginario dell’America degli anni Settanta e Ottanta.

Antonio Acuario ha invece presentato una proposta genderless, giocando con seta, lurex e viscosa per definire il contrasto tra protezione ed esposizione, mentre Bibencia ha sfilato con degli abiti destrutturati e silhouette fluide dalle vibes shakespeariane.

Dopodiché Dominnico ha celebrato Madonna, il glamour degli anni Novanta e l’estetica di Gucci durante l’era Tom Ford con il suo défilé, così come Acceptance Letter ha optato per look stratificati, accostamenti inaspettati e dettagli ispirati alla figura del giullare. Infine, a concludere i nostri show è stato Benavente, con Paco Benavente, che guarda alla sartoria come a un processo di costruzione scultorea attraverso un mix di cromie e tessuti riciclati.

Il quadro che emerge è quello di una scena capace di trovare nella diversità dei linguaggi la propria forza. Ciascun marchio racconta infatti approcci molto differenti, ma condividono la volontà di utilizzare la moda come spazio di ricerca, capace di assorbire riferimenti cinematografici, culturali e personali per trasformarli in qualcosa di nuovo.